giovedì 2 dicembre 2010

finalmente una buona notizia!!

presentato il progetto di conservazione della united states:


L'associazione SS United States Conservancy in una conferenza stampa a Philadelphia alcuni giorni fa, ha comunicato i risultati di uno studio di fattibilità per la conversione dell'ultimo transatlantico americano inserendolo in un un progetto di riqualificazione urbana lungo il fiume Dlaware di Philadelphia. Durante l'esposizione, l'architetto Stephen Varenhorst, ha mostrato un plastico del progetto di ricostruzione dell'area fatiscente di Waterfront, dove la nave verrebbe trasferita, e dove nelle aree circostanti verrebbero costruiti alberghi, appartamenti, un porto turistico, ristoranti, negozi, e molto altro. La nave verrebbe ricostruita, visto che la SS United States è stata completamente spogliata di ogni cosa al suo interno, riprendendo in parte le fattezze originali e creando una grande area casinò, ristoranti, bar, aree d'intrattenimento musicale, saloni pubblici, un area boutique e naturalmente un hotel, il tutto saldamente ormeggiato in modo permanente nel molo a lei dedicato. Il progetto di Varenhorst punta sul Casinò come principale fonte di sostentamento per il mantenimento della nave in vita.

La SS United States Conservancy, non pone l'accento sul casinò, ma è evidente che il progetto di Stephen Varenhorst si poggia sulla realizzazione di un casinò di livello a bordo. La cosa non fa molto gioire i sostenitori della conservazione della SS United Sates, ma se questa scelta permetterà di evitare la demolizione di questa Signora dei Mari riportandola anche al suo vecchio splendore, la pillola verrebbe mandata giù più facilmente. E' evidente, che tutti i sostenitori che in questi anni hanno contribuito a mantenere alta l'attenzione sul transatlantico americano, desiderano ottenere anche delle garanzie sulla possibilità di rendere accessibile al pubblico, naturalmente a pagamento, alcune aree interne e esterne. Lo stesso Varenhorst si dichiara ottimista al riguardo, capendo l'importanza della SS United States per molti americani.



tratto da:lesignorediemari.it

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